Obbligazioni

È onere del conducente superare la presunzione di responsabilità verso il terzo trasportato sia che il danno abbia natura contrattuale sia extracontrattuale

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Cassazione civile, sez. III, 17 febbraio 2017, n. 4205


Note giurisprudenziali (ISSN 2531-7229) – anno II – n. 10

Una società di assicurazione e il conducente di un’automobile venivano citati in giudizio dalla passeggera, nonché coniuge di quest’ultimo, per il risarcimento del danno a seguito di un sinistro stradale mentre si trovava a bordo come trasportata.

La società assicuratrice si costituiva in giudizio, mentre il conducente rimaneva contumace. Il Tribunale di Napoli rigettava la domanda dell’attrice e la condannava alle spese di giudizio.

Impugnata la sentenza alla Corte di Appello di Napoli, l’appellante vedeva rigettato il gravame in quanto la domanda risarcitoria era stata promossa nei confronti del vettore “pur ritenendolo, in sostanza, esente da colpa”.

Contro la decisione della Corte territoriale veniva proposto ricorso per Cassazione basato su un unico motivo.

La ricorrente lamentava la violazione e falsa applicazione degli artt. 1292, 1681, 2054, 2055 e 2097 cod. civ. Secondo quanto sostenuto dalla danneggiata, il provvedimento della Corte di Appello di Napoli avrebbe erroneamente ritenuto che nella ricostruzione del sinistro il conducente sarebbe stato considerato non responsabile dello stesso, in quanto “è evidente che la domanda di condanna al risarcimento dei danni contiene in sé la domanda di accertamento della responsabilità (quanto meno concorrente ex artt. 2054 e 2055 cod. civ.) dei convenuti stessi, che è il presupposto logico, ed implicito, della domanda di condanna”.

Per la Corte di legittimità, nella sentenza in commento, il motivo di ricorso non è fondato.

Secondo la Suprema Corte, infatti, è un dato pacifico che il soggetto trasportato possa agire in giudizio per il ristoro del danno subito sia contro il vettore, sia contro il conducente dell’altro mezzo coinvolto. Il titolo di responsabilità di tali soggetti può essere di diverso tipo, in quanto la responsabilità del conducente dell’altro mezzo non può che essere extracontrattuale, mentre quella del vettore potrebbe anche avere natura contrattuale. Secondo il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità, in caso di trasporto a titolo di cortesia o per spirito di amicizia, a differenza del trasporto gratuito, non può essere applicata la presunzione di cui all’art. 1681 cod. civ. per mancanza del contratto (cfr. Cass. n. 1700 del 1990 e n. 21389 del 2009).

Sia nel caso di responsabilità contrattuale, sia per quella da fatto illecito, comunque, deve essere applicata la presunzione prevista per le due fattispecie. L’art. 1681, comma primo, cod. civ., infatti, stabilisce che “il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o dell’avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno”; l’art. 2054 cod. civ., in maniera analoga, sotto il profilo della presunzione, stabilisce che “il conducente […] è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.”

La ricorrente ha chiesto il risarcimento del danno nei confronti del vettore pur riconoscendo la sua mancanza di colpa nella produzione del sinistro ed attribuendola integralmente al conducente dell’altro mezzo.

Secondo la Corte, in definitiva, la domanda risarcitoria deve essere indirizzata al soggetto che ha la responsabilità dell’avvenimento dannoso, ciò a prescindere dal tipo di presunzione che in concreto è invocabile (contrattuale o da fatto illecito). Nel caso di specie, infatti, tale presunzione era stata superata dall’impostazione stessa della domanda di parte attrice in cui era riconosciuta la mancanza di colpa per sua stessa ammissione.

Antonio Marchetta

©RIPRODUZIONE RISERVATA


Bibliografia essenziale:

G. BUFFONE (a cura di), Responsabilità civile automobilistica. Risarcimento e liquidazione dei danni alle cose ed alle persone, Wolters Kluver, Milano, 2016;

A. MARCHETTA, Copertura assicurativa anche per il coniuge terzo trasportato comproprietario in comunione dei beni, in Note Giur., 20 novembre 2016.

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Informazioni sull'autore

Antonio Marchetta

Avvocato, laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo discutendo una tesi sull'imposizione tributaria e il federalismo fiscale. Ha conseguito, nella stessa università, la laurea in scienze della pubblica amministrazione con una tesi sul ruolo del revisore dei conti nell'ente locale. Specializzato nella consulenza legale sia per le aziende, sia per i privati. Giornalista pubblicista.
antonio.marchetta@notegiurisprudenziali.it

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