Obbligazioni Orientamenti

La validità del contratto di mutuo in esecuzione non è incisa dall’usura sopravvenuta

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Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 30 gennaio 2018, n. 2311


Note giurisprudenziali (ISSN 2531-7229) – anno III – n. 22

ORIENTAMENTI


MASSIMA REDAZIONALE

Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura – come determinata in base alle disposizioni della L. 7 marzo 1996, n. 108 – non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

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